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Come controllare la temperatura di fermentazione

In funzioneIn un precedente articolo, avevo accennato al fatto che con il quadro di controllo dell’impianto e poco altro, riuscivo a controllare con precisione la temperatura del mosto in fermentazione, e dato che ho ricevuto parecchie domande in merito, ho deciso di farne un articolo esplicativo fatto sopratutto di immagini, dato che è più facile mostrare visivamente la semplicità del sistema che utilizzo, invece di parlarne in una lunga descrizione.

Questo fantomatico “sistema di controllo della temperatura”, premette che voi abbiate:

  • Un quadro di controllo simile a quello realizzato da me, ovvero, dotato di un termostato e di una sonda in acciaio inox
  • Un frigorifero, o una camera di fermentazione a temperatura controllabile

Se come me, prediligete le basse fermentazioni, o se abitate in zone in cui il clima non facilita il compito dell’homebrewers, sapete perfettamente quanto sia difficile controllare con precisione la temperatura di fermentazione del nostro mosto, e altrettanto bene, conoscete i deleteri effetti di una temperatura non addeguata sul lievito, per questo, molti homebrewers si sono dotati dei più disparati sistemi di controllo, e dato che, come ho già detto, faccio sopratutto basse fermentazioni, l’ho fatto anche io, utilizzando un frigorifero.

Pilotarlo con un STC 1000 è una cosa semplice, la vera complicazione è la rilevazione della temperatura “esatta” del mosto, e non di quella della camera di fermentazione.

Differenza temperaturaCome è risaputo, la fermentazione produce calore, io ho rilevato discrepanze fino a 3 gradi dalla temperatura del mosto  a quella della camera, quindi se posizionassi la mia sonda all’interno del frigorifero, e impostassi il termostato a 10° C, l’interno del frigorifero assumerebbe quella temperatura, ma il mosto in fermentazione potrebbe averne una superiore, una soluzione semplice, sarebbe posizionare la sonda su una delle pareti del fermentatore, e “isolarla” dall’ambiente circostante rivestendola con un pezzo di polistirolo, è un espediente funzionale e facile da realizzare, ma se siete in possesso di una sonda in acciaio inox, si può fare di meglio…

Utilizzando lo stesso principio con cui fissiamo il gorgogliatore, cioè un buco sul tappo e una guarnizione, possiamo immergere la nostra sonda nel mosto, il materiale di cui è fatta è ideale, ovviamente va sanitizzata, come qualunque altra cosa che entri a contatto con la nostra birra, ma è la soluzione più “pulita” che si possa desiderare per effettuare la rilevazione della temperatura direttamente dal centro del mosto.

Avevo preso in considerazione l’idea di usare un pozzetto autoserrante o uno cieco, ma l’idea di creare zone “critiche” per la sanitizzazione all’interno del fermentatore mi disturbava, ma la sonda di BacBrewing, mi ha dato idee, e fornito soluzioni che non avevo considerato, ovvero: di passare dall’alto…

Ma veniamo al dunque:

L’idea è semplice, e la sua realizzazione anche di più, ho forato il coperchio dei miei fermentatori con un secondo buco dello stesso diametro di quello preesistente del gorgogliatore (13mm), mi sono procurato un tappo di silicone conico e preforato (13mm<16mm di conicità, e con un foro passante di 3mm), lo infilo nel buco sul coperchio, e poi infilo nel foro passante lo stelo della sonda, a proposito del “foro passante” del tappo, che originariamente era di circa 3 mm: per facilitare l’inserimento dello stelo, io l’ho allargato un pochino, facendoci passare all’interno una punta di trapano da 5 mm, in realtà il foro non si è “allargato” al nuovo diametro, essendo il silicone molto elastico si è solo “consumato quanto basta” a permettere un passaggio dello stelo, tenace, ma non eccessivamente forzato

Tutto qui, semplice, economico ed efficace, grazie alla sonda immersa, la temperatura rilevata dal termostato sarà quella effettiva della fermentazione, senza approssimazioni ambientali e senza modifiche “sostanziali” al nostro fermentatore, e la tenuta ermetica è garantita dal tappo in silicone alimentare nello stesso modo in cui lavora la guarnizione del gorgogliatore.

Per chi voglia mettere in atto questo piccolo espediente, ma non sa dove reperire il “tappo preforato”, su amazon ne ho trovato uno molto simile a quello acquistato da me, però, ci tengo a dire che io l’ho comprato a meno della metà del prezzo in un comune negozio di enologia.

Approfondimenti e links utili

Klarstein “Grain-Uncle

Klarstein “Grain-Uncle”: descrizione dei particolari, links utili

La struttura

La struttura dell’impianto: dettagli sul suo impiego e sulla costruzione, misure, disegni e fotografie

Quadro di controllo

Il quadro di controllo: descrizione del funzionamento, schemi elettrici, fotografie e materiali utilizzati, links utili

Cestello di MASH

Il cesto di mash: descrizione del funzionamento d’insieme, descrizione sistema di aggancio per la fase di sparge, dettagli sui materiali impiegati, disegni e misure, links utili, filmati

Sistema di Troppo Pieno

Il sistema di troppo pieno: descrizione del funzionamento, dettagli, fotografie, materiali utilizzati, links utili, filmati

Prolungare la pentola Klarstein: la Tortiera

Prolungare la pentola Klarstein: la Tortiera: Realiziamo una “prolunga” per la pentola, dettagli, fotografie, materiali utilizzati, links utili, filmati

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4 comments on “Come controllare la temperatura di fermentazione

  1. bellissimo progetto ed ottima realizzazione. Leggevo pero’ sul sito di bacbrewing che la sonda non è idonea all’uso col termostato ITC1000.
    Sei sicuro che hai usato quella che vende bacbrewing ?

    grazie

  2. ciao avevo pensato anch’io ad una soluzione del genere per rilevare la temperatura all’interno del fermentatore. Dove hai trovato quei “tappi” dove infilare la sonda?

    • Come ti ho già detto, anche questo commento era stato scartato da wordpress, e quindi rinnovo le scuse per il ritado nella risposta.
      Io i tappini in silicone li ho comprati in un negozio di enologia vicino a casa mia per pochi cent, si trovano anche su amazon (c’è il link nel post..), ma sono più cari.
      Se hai nelle tue vicinanze un consorzio agricolo o una rivendita di materiale enologico, guarda li, spenderai sicuramente meno

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